Avanzare barcollando

Testi pensanti

Forse non si tratta di evitare lo schianto ma di cercare il punto di rottura, per trovare l’errore nel codice, correggerlo, e andare avanti fino a trovare il prossimo errore. La sfida che ti fa andare avanti nella battaglia per rimanere in piedi. Forse avanziamo tutti barcollando dalle domande giuste alle risposte sbagliate o dalle domande sbagliate alle risposte giuste. Non importa dove tu stia andando o da dove provieni, basta che continui ad avanzare barcollando.

(dalla serie ‘Mr. Robot’)

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Bisogna umiliarsi e servire

Testi pensanti

Cara Fern, la solitudine che Lei sente, si cura in un solo modo, andando verso la gente e «donando» invece di «ricevere». (È la solita sacrosanta predica). Non che io aneli di essere quello a cui Lei dovrebbe donare – tanto più che i doni che Lei potrebbe farmi non sarebbero ancora la soluzione ma aumenterebbero il pasticcio. Si tratta di un problema morale prima che sociale e Lei deve imparare a lavorare, a esistere, non solo per sé ma anche per qualche altro, per gli altri.
Fin che uno dice «sono solo», sono «estraneo e sconosciuto», «sento il gelo», starà sempre peggio. È solo chi vuole esserlo, se ne ricordi bene. Per vivere una vita piena e ricca bisogna andare verso gli altri, bisogna umiliarsi e servire. E questo è tutto.

(Cesare Pavese a Fernanda Pivano)

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Humana F(iducia)

latteCammino bel bello per i fatti miei, quando incontro un tizio che chiede aiuto: i tratti da trentenne malandato dicono una povertà forse un po’ ostentata.

Deve comprare del latte in polvere speciale per suo figlio, di pochi mesi e sofferente per un odioso problema che gli fa rigurgitare qualsiasi latte comune. Essendo padre anch’io, penso non sia giusto svicolare.

Quanto costa questo latte? Trentasette euro, mi risponde con voce segnata dalla disperazione di chi non sa aiutare la propria creatura, e mostrandomi intanto una quantità di ricette mediche che, onestamente, non capisco neppur bene a cosa si riferiscano.
Per le mie finanze non si tratta certo di pochi spiccioli, ma la causa è giusta.
Va bene, gli dico, prendiamolo. Come si chiama il prodotto? Humana F, mi risponde.
Ripeto paro paro il nome al farmacista: spiacente, non ce l’abbiamo.

Esco intristito, tanto più che nel frattempo il giovane padre incita con sempre maggiore foga ad aiutarlo, per carità, tu che sei bravo.
Un minuto di dubbio, e decido come gestire la spia di diffidenza che si era accesa nel mio cruscotto mentale sin dall’inizio.
Prenota il latte, domani passerò a pagarlo io, te lo prometto. Sono sincero.
Esplode la crisi di lacrime e preghiere in ginocchio: ed oggi, ed ora cosa gli do?
Problema serio senz’altro, eppure suona stonato che a fronte di un’offerta generosa lui sembri preferire ancora gli spiccioli del subito.
Insisto inutilmente. Lo lascio, triste e scornato.

Un’ora dopo il buon Google mi rivela che nessun latte Humana F esiste al mondo.

Liebster award

liebster new blog

Dopo un anno di onorata carriera (ehm) ricevo la mia prima nomination e… mi piace!
Ringrazio le ragazze di vitedicarta per avermi dato la scusa per un post un po’ più – apertamente – personale.
Stavolta non riuscirò a stare nei 1540 caratteri, cercherò comunque di essere breve.

Le regole del gioco:

1. Pubblicare il logo del Liebster award sul proprio blog
2. Ringraziare il blogger che ti ha nominato e seguirlo
3. Rispondere alle sue 11 domande
4. Nominare a tua volta altri 11 blogger con meno di 200 follower
5. Formulare altre nuove 11 domande per i tuoi blogger nominati
6. Informare i tuoi blogger della nomination.

Le 11 domande di vitedicarta (e le mie risposte):

1. E’ il tuo primo blog?
No, è il secondo di una lunga serie di insuccessi (a venire)
2. Cosa ti piace di meno della sua gestione?
Che non si scrive da solo? Vabbé… diciamo, la parte in cui l’impegno di scrivere sa un po’ di dovere (è piccola ma c’è)
3. Per quanto pensi lo terrai aperto e aggiornato?
Non meno di altri due giorni, non più di 50 anni
4. Il commento più divertente e/o interessante ricevuto su un tuo post?
Non faccio preferenze tra i miei ospiti, spiacente!
5. Preferisci leggere o scrivere?
Dipende dal momento della giornata (cambio idea cinque-sei volte al giorno)
6. Mare o montagna?
La testa dice montagna, il cuore grida mare
7. Canzone preferita?
Al momento, “Grace” di Devin Townsend
8. Quale quadro e/o scultura ti rappresenta di più?
Mi piace pensarmi affine alla “Notte Stellata” di Van Gogh
9. Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto?
Mezzo pieno… finché non ne bevo
10. Cos’è per te il tuo blog?
Un’umile finestra che il cuore ha deciso di aprire sul mondo
11. In quale personaggio letterario, musicale, teatrale, storico od artistico ti identifichi di più?
Sinceramente in nessuno, ma sono ispirato dal genio inarrivabile di Dostoevskij

Le NOMINATION!!! (In rigoroso ordine alfabetico e in deroga alla regola dei 200 follower)

D. (Cercatoredifavole)
Dontyna
elisagn73
emma
enricogarrou
Giara
livelinest
miriampacifico
patriziachimera
silviaf

Le mie 11 domande:

1. Qual è l’aggettivo che identifica il tuo blog?
2. Com’è il tuo lettore ideale?
3. Qual è il post a cui sei più affezionato/a? Perché?
4. Il mestiere dei tuoi sogni (a parte la scrittura)?
5. Meglio la penna o la tastiera?
6. Quale libro (o racconto) avresti voluto scrivere tu?
7. Quale musica ascolti mentre scrivi?
8. Come immagini il futuro del tuo blog?
9. Chi o cosa ti ispira?
10. Che suggerimento daresti al te stesso che nel passato ha appena aperto il blog?
11. Di quale argomento non scriveresti mai?

Un abbraccio e grazie a tutti i nominati (anche se non avrete voglia di giocare)

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La Piramide (#10xUno con @ElyaBocca)

piramide-blu-magicaMi diede una ginocchiata nello stomaco talmente forte che dovetti piegarmi a vomitare l’anima. Solo in quell’istante mi resi conto che non avrei dovuto abbuffarmi così tanto di peperoni ripieni, specie prima di uscire da solo in quel quartiere.

Si presero il cappotto e il portafogli, ma non  immaginarono nemmeno che in tasca ci fosse qualcosa di tanto prezioso.

Ero riuscito a trafugarlo su una nave pirata, ma non l’avevo ancora smerciato: un’assurda maledizione sembrava accompagnarmi La cosa positiva era che non mi avevano privato del sorriso che mi serviva per convincere un ultimo compratore potenziale.

“Buonasera Signor Fujimiko.”

“Non sono interessato alle sue cianfrusaglie!”

“Questa  affermazione non fa onore alla sua intelligenza.”

Ammiccai e presi il foglietto ripiegato che tenevo nell’interno del calzino destro. Fujimiko, disgustato, lo lesse. Poi sbarrò gli occhi:

“Davvero è la formula dissolutiva?”

Gli sorrisi, non servivano parole.

“In questo oggetto si concentra l’energia catalizzante”. Lo presi dalla tasca interna dei jeans. Era una piramide azzurra grande come un brufolo. Fujimiko ne fu sconvolto:

“Lei ha davvero osato toccarla?”

“Non avevo scelta.”

Quindi gliela impressi sulla fronte con tutta la mia forza.

Rispose con un’immane ginocchiata nello stomaco.

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Scontro sui contenuti

 

– Io dico che bisogna provarci, non si può sempre dire no a tutto. No, no, no… tu e quelli come te siete solo dei gufacci brutti, ecco.

– Sai invece cosa penso io? Che sei uno sbruffone e un bugiardo. E perché bisogna provarci? Perché lo dici tu? No bello, io non mi accontento, se mi vuoi convincere devi darmi qualche ragione in più. Se mi devo solo fidare di uno che la pensa così, stai fresco.

-Scusa se te lo dico ma sei proprio scemo. Ma non lo vedi che è meglio? Non ci arrivi da solo? Cosa ce ne facciamo della seconda camera? Con una sola abbiamo già tutto quello che ci serve, niente sprechi, niente doppioni, tutto pulito e in ordine.

-Si certo, come no. Solo un piccolo particolare: e chi comanda, poi? Finché le camere sono due si possono prendere anche decisioni diverse, ma se ne perdiamo una, scommetto che a qualcuno di mia conoscenza verrà una gran voglia di mettersi a fare il re.

-Non solo sei scemo, sei pure un cacasotto. Hai paura pure della tua ombra. Sei vecchio, sei, fai sempre le stesse cose, dici sempre le stesse cose, noioso vecchio bavoso di un…

Passarono alle mani, per fortuna la donna intervenne subito.

-Certo che con voi due non si pubotteò mai star tranquilli, non è vero? Io vi porto a prendere il gelato e voi, invece di fare i bravi bambini, vi prendete a schiaffi! Ma bravi, a casa ne riparliamo…

Li prese per mano e si incamminò, i due a testa bassa.
– Se dici ancora a mamma di dare la mia stanza al nonno, te ne prendi di più – disse infine il fratellino, quando furono prossimi all’uscio.

Aspettando il figliolo

Ciro e Pinuccia sono seduti attorno al tavolo della cucina e si guardano, che non sanno cos’altro fare.
Davanti a loro, la stampa del messaggio: “Arrivo tra qualche giorno, porto novità”.
Poteva almeno dirci quando, sbuffa Ciro.
Lo sai com’è tuo figlio, risponde Pinuccia, e non c’è niente da aggiungere.

Lo sanno com’è il ragazzo, che finita la scuola vuole partire per vedere il mondo. Non ha un soldo ma non sente ragioni. Prende lo zaino, dice che se la caverà, se ne va.
Rifiuta pure il cellulare in nome della libertà. Promette qualche email ogni tanto, e Ciro si butta in un corso di computer per capire cos’è ‘sta diavoleria.
Ogni settimana scrive che è felice, lavoricchia, viaggia, che possono volere di più? Certo, patiscono un po’ la mancanza, ma pazienza.

Dopo due anni si decide a tornare. Non stanno più nella pelle: Pinuccia fa le pulizie, Ciro sistema la stanzetta. In un giorno è tutto pronto, ma il figlio non si vede.Read More »

La Presenza

San Pietro, internoStava visitando San Pietro con gli amici, lo zainetto in spalla e tutto il resto, quando un’ondata interiore lo sollevò dal peso dello spazio e del tempo.
Era amore, calore, presenza, ciò che lo stava attraversando, ma in una forma tanto densa e potente da sconvolgerlo. Iniziò a tremare e piangere di commozione e gratitudine.

Poi, improvvisamente com’era arrivato, il turbinio svanì. E si sentì perso, che pochi attimi erano bastati a far nascere in lui il bisogno disperato – mai più l’avrebbe abbandonato – di averne ancora. Si guardò intorno e vide un mondo trasfigurato, che conservava le sue forme visibili ma che d’un tratto gli appariva inutile e posticcio come una scenografia.
Servivano risposte, subito. Read More »

Natale, come mai prima di allora


imageSi accorse stupita che una cortina invisibile era calata tra lei ed il Natale che aveva sempre conosciuto.
Quell’atmosfera rassicurante, cara come una vecchia amica, ogni anno le regalava il suo abbraccio; ora, invece, non riusciva a permearle lo spirito, pur palesandosi dinanzi allo sguardo, a volte persino con invadenza.
Altri pensieri si agitavano dentro di lei, insieme ad un piccolo bolo vivo di carne e di mistero, un natale atteso nove mesi e ormai prossimo.Read More »