Rami

rami nella luceQuando già era nel letto, pianse ancora una volta. Poi, calò su di lei un sonno opaco.
Da un vuoto senza dimensioni, all’improvviso emerse il viso dell’amico, bello della pienezza della sua gioventù.
Non è possibile, le venne da pensare, tu sei morto, non puoi essere qui. Invece c’era eccome, anzi: sorrideva abbagliante di una felicità sovrumana. Non parlava, e da principio le parve strano, ma lo sfavillare di quel viso era una lingua più alta, che rendeva superflua ogni parola.

Se le labbra erano ferme, le mani però si muovevano. Un gesticolare giocoso in cui lei riconobbe un saluto tanto infantile da sembrarle stupido. Ma non era l’unico fermento: dal petto di lui emergeva pian piano una sorta di fusto fatto di luce tenue, che si diramava in una miriade di bracci. I rami si alzavano al cielo, carezzavano il mondo, toccavano i cuori di centinaia, migliaia di persone, e lei poteva vederli tutti in trasparenza, ed in ciascuno di quei cuori c’era lui che salutava felice.

Si svegliò rasserenata. Sentiva finalmente che il suo amico era vivo e stava bene. Però non capiva appieno il senso del sogno, e ne era turbata.
Il funerale fu celebrato nel pomeriggio di quello stesso giorno. Attorno, un fiume di gente in lacrime e silenzio, nell’aria una vibrazione che pareva un urlo senza voce.
Le si accese una lampadina: guardò ad una ad una quelle persone, e benché non fossero trasparenti, vide i loro cuori assordati dal dolore, e lui dentro a sbracciarsi per farsi sentire, per dire che c’era ancora e che ancora li amava tutti.

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6 pensieri su “Rami

    • Ciao, grazie a te per aver letto questa pagina ed aver voluto riportare la tua emozione.
      Questo post mi è molto caro, è stato scritto in occasione della morte di un giovane amico, quando ho realizzato il bisogno intenso di dare a me stesso ed agli altri una prospettiva di luce anche minimale in un momento tanto ingiusto.
      Non credo certe esperienze, che sono fondanti dell’animo, si possano dimenticare.
      Un abbraccio!

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  1. Ah, dimenticavo, mi sono permessa di condividere questo tuo post all’interno del gruppo Fb di #adotta1blogger, ma non ho potuto taggarti perché non ti ho trovato su Fb. Spero di non essere stata invadente e ti ringrazio ancora per il post.

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    • Hai fatto benissimo ed anzi – ancora una volta 😊- sono io che ringrazio te! Su FB sono presente col mio profilo personale, che ho deciso di condividere con le sole persone che conosco “fisicamente”. I miei post dal blog però sono pubblici, per cui ben venga. Mi fai anzi venire in mente che forse è il momento di pensare ad un’altra utenza…

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