parole di una cesura silente

Lacrime, lacrime, lacrime
Un fiume di lacrime si getta straziato
in una cascata di lacrime
violenta
che grida
che implora pietà e si piega ferita in un lago di lacrime
le sue onde che rantolano
le sue onde che cedono
sulle onde delle onde in infiniti incastri
e ricami senza sfogo

Eppure
guardale, respirano
si parlano l’un l’altra
si sfogano in se stesse

E le cuspidi son meno aguzze
ed i monti si consumano
il tempo vola a cavallo del vento
baciando leggiadro tutte le cose
Un velo cade, una patina si cancella
quello che era prima
ora non è più

Anche il dolore alla fine finisce
la terra riarsa si inumidisce
da lungi piovono i semi e nel morto
s’incunea testardo un esistere nuovo
Nuovo stupore, e gioia, e grandezza
nuovo dolore, e una morte all’altezza
Un defluire dall’io verso il resto
rimescolarsi, e son uno col tutto

Spettacolo grande
crudele potenza
ricuce paziente
le ere col nulla
Senza un inizio, senza una fine
Anche per noi
.

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