Scontro sui contenuti

 

– Io dico che bisogna provarci, non si può sempre dire no a tutto. No, no, no… tu e quelli come te siete solo dei gufacci brutti, ecco.

– Sai invece cosa penso io? Che sei uno sbruffone e un bugiardo. E perché bisogna provarci? Perché lo dici tu? No bello, io non mi accontento, se mi vuoi convincere devi darmi qualche ragione in più. Se mi devo solo fidare di uno che la pensa così, stai fresco.

-Scusa se te lo dico ma sei proprio scemo. Ma non lo vedi che è meglio? Non ci arrivi da solo? Cosa ce ne facciamo della seconda camera? Con una sola abbiamo già tutto quello che ci serve, niente sprechi, niente doppioni, tutto pulito e in ordine.

-Si certo, come no. Solo un piccolo particolare: e chi comanda, poi? Finché le camere sono due si possono prendere anche decisioni diverse, ma se ne perdiamo una, scommetto che a qualcuno di mia conoscenza verrà una gran voglia di mettersi a fare il re.

-Non solo sei scemo, sei pure un cacasotto. Hai paura pure della tua ombra. Sei vecchio, sei, fai sempre le stesse cose, dici sempre le stesse cose, noioso vecchio bavoso di un…

Passarono alle mani, per fortuna la donna intervenne subito.

-Certo che con voi due non si pubotteò mai star tranquilli, non è vero? Io vi porto a prendere il gelato e voi, invece di fare i bravi bambini, vi prendete a schiaffi! Ma bravi, a casa ne riparliamo…

Li prese per mano e si incamminò, i due a testa bassa.
– Se dici ancora a mamma di dare la mia stanza al nonno, te ne prendi di più – disse infine il fratellino, quando furono prossimi all’uscio.

Annunci

E volarono

Testi pensanti

“Avvicinatevi all’orlo”, disse.
“Non possiamo, abbiamo paura.”
“Avvicinatevi all’orlo.”
“Non possiamo, cadremo giù.”
“Avvicinatevi all’orlo.”
Si avvicinarono…lui li spinse.
E volarono.

(Guillaume Apollinaire)

View original post

Aspettando il figliolo

Ciro e Pinuccia sono seduti attorno al tavolo della cucina e si guardano, che non sanno cos’altro fare.
Davanti a loro, la stampa del messaggio: “Arrivo tra qualche giorno, porto novità”.
Poteva almeno dirci quando, sbuffa Ciro.
Lo sai com’è tuo figlio, risponde Pinuccia, e non c’è niente da aggiungere.

Lo sanno com’è il ragazzo, che finita la scuola vuole partire per vedere il mondo. Non ha un soldo ma non sente ragioni. Prende lo zaino, dice che se la caverà, se ne va.
Rifiuta pure il cellulare in nome della libertà. Promette qualche email ogni tanto, e Ciro si butta in un corso di computer per capire cos’è ‘sta diavoleria.
Ogni settimana scrive che è felice, lavoricchia, viaggia, che possono volere di più? Certo, patiscono un po’ la mancanza, ma pazienza.

Dopo due anni si decide a tornare. Non stanno più nella pelle: Pinuccia fa le pulizie, Ciro sistema la stanzetta. In un giorno è tutto pronto, ma il figlio non si vede.Continua a leggere…

La Presenza

San Pietro, internoStava visitando San Pietro con gli amici, lo zainetto in spalla e tutto il resto, quando un’ondata interiore lo sollevò dal peso dello spazio e del tempo.
Era amore, calore, presenza, ciò che lo stava attraversando, ma in una forma tanto densa e potente da sconvolgerlo. Iniziò a tremare e piangere di commozione e gratitudine.

Poi, improvvisamente com’era arrivato, il turbinio svanì. E si sentì perso, che pochi attimi erano bastati a far nascere in lui il bisogno disperato – mai più l’avrebbe abbandonato – di averne ancora. Si guardò intorno e vide un mondo trasfigurato, che conservava le sue forme visibili ma che d’un tratto gli appariva inutile e posticcio come una scenografia.
Servivano risposte, subito. Continua a leggere…

Natale, come mai prima di allora


imageSi accorse stupita che una cortina invisibile era calata tra lei ed il Natale che aveva sempre conosciuto.
Quell’atmosfera rassicurante, cara come una vecchia amica, ogni anno le regalava il suo abbraccio; ora, invece, non riusciva a permearle lo spirito, pur palesandosi dinanzi allo sguardo, a volte persino con invadenza.
Altri pensieri si agitavano dentro di lei, insieme ad un piccolo bolo vivo di carne e di mistero, un natale atteso nove mesi e ormai prossimo.Continua a leggere…

Un regalo unico

ImpacchettareLa signora, incurante del formicaio natalizio che le brulicava attorno, si era fermata davanti allo scaffale e valutava con attenzione le borse esposte. Ogni tanto allungava la mano quasi con timidezza, accarezzando la superficie lucida o morbida, incantata dalla lucentezza delle fibbie come un bimbo davanti all’albero di Natale.
La raggiunse una commessa.

Ha deciso, signora? Posso darle una mano?
La signora volse lo sguardo trasognata, la voce l’aveva riportata a terra.
Sì, ecco… sono indecisa… dunque, vede: questa mi sembra più adatta per tutti i giorni, quest’altra però è così bella…Continua a leggere…

Natale a casa Tonshield

Heavy Metal ChristmasPer quanta vergogna provasse al solo pensiero, anche a casa di Kevin Tonshield si festeggiava il Natale, proprio come in ogni altra: nemmeno la sua fama di musicista heavy metal poteva evitargli il frastuono di parenti e luci e pacchi e cibo e.

Sei sempre lontano, almeno una volta all’anno devi concederti alla tua famiglia.
La formula della moglie era la stessa da molti anni, ma continuava ad essere efficace. Gli eccessi non avevano cancellato il sottile rimorso che provava al pensiero di star sempre trascurando qualcuno, qualcuno da tenersi caro perché una volta spente le luci del palco, il suo pubblico adorante l’avrebbe dimenticato in un attimo, lo sapeva.Continua a leggere…

Non è casa mia

affittasiI traslochi avvenivano di solito nelle settimane attorno a Natale: era quello il momento dell’anno in cui più forte si faceva il bisogno di fuggire e di lasciarsi alle spalle tutto e tutti. Il perché non era sempre chiaro, sapevano solo che ad un certo punto non ne potevano più. Così sbaraccavano e cambiavano casa, città, comunità. Nei sei anni del loro matrimonio l’avevano già fatto cinque volte. Erano free lance e non importava dove lavorassero; ma non era il senso dell’avventura a guidare i loro passi.Continua a leggere…

La piazzetta fiorita

Piazzetta_fioritaIl bambino esplode in un’esclamazione di stupore, mentre punta l’indice verso l’inatteso spettacolo.
– Guarda! Che bello!
La piazzetta si apre davanti ai due come uno scrigno: una chiesa affrescata, un quadrato marmoreo arredato da scintillanti panchine di legno, un contorno di fioriere, curate, iridescenti. Il contrasto con le vie che li hanno condotti lì è netto e spiazza la giovane: com’è possibile che la stessa amministrazione abbia tanta cura di uno spicchio di paese mentre lascia nell’abbandono tutto ciò che lo circonda?
Si siede. Abita da poco in zona ed ha voglia di immergersi in quell’angolo buono. Continua a leggere…

Annebbiamenti (procedere con cautela)

Nebbia_sui_vetriNon sono ubriaco, pezzo di imbecille! Posso benissimo andare a casa!
Ma come si permette, il tizio dietro al bancone, di dirmi che è meglio aspettare? Che non mi reggo in piedi? C’è una nebbia densa come schiuma da barba, e allora? Passo la vita sui camion, tornare a casa con la mia macchinetta è uno scherzo, per me.
Certo, non ci vedo benissimo. Tutto bianco, slabbrato. Non sono completamente sicuro che la colpa sia solo dell’aria umida e vischiosa. Per quanto l’idea suoni ridicola, mi viene il dubbio che le pupille abbiano qualche difficoltà a regolare il punto di fuoco.Continua a leggere…