Clair de Lune

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Affacciati Luna in punta di piedi all’orizzonte e poi balla,
balla per me.

Le mani piegano lo spazio
e gli occhi chiusi disegnano scie di tenerezza infinita
per la vita, la bellezza, la meraviglia
che può nascondersi dietro ogni sasso
che troverò dietro ai sogni che fai

Io sto qui e altrove,
viaggio veloce in un tempo che non fu mai,
a quando ti tenni la mano per tutta la notte
solo per dirti chi fossi per me,
perché capissi, e a me guardassi
perché capissi, e a me venissi

Ed ora la musica mi cade addosso come una cascata,
di lacrime e gioia e brividi e
misurando le gemme e gli spruzzi che brillano d’oro
scompaio nel mistero dell’amore
raffinato dal fuoco della distanza
reso puro e vero nei vuoti siderali
circondati di miliardi di stelle vive
e pulsanti, come me
che non posso dormire sereno
se non ricordando che sono
e che tu
sei

Ti guardo luna,
fasciata di bianco e sporca di sangue
mentre affliggi i cuori di chi ti è lontano
mentre cerchi la voce che ti possa narrare
E non oso essere io
eppure eccomi a gridare
a cantare ballate senza parole
a subire la tua ira
e insieme a pregare
che domani non arrivi
per stare ancora un attimo
un piccolo istante
insieme a te, e ancora
non dover conoscere la fine
del sentiero che ci tiene insieme
Ora albeggia
ora albeggia
e già non sei più

Luce silente dalle mie labbra
per dire tutto quel che non potrei
viaggia veloce e raggiungi il suo lido
il luogo del riposo e della gioia
dove ancora la troverò
ed insieme scruteremo
al di là di ogni luogo e tempo e memoria
il mare eterno
dell’eterno amore

 

Claude Debussy – Clair de Lune L. 32