Un piccolo incidente

Traffico“Ma che cazzo hai nel cervello, i chiodi?” gridò a vene spiegate il tizio, appena dopo l’urto con l’utilitaria che gli aveva tagliato la strada.
“Cretino! Stronzo! Cretino!” replicò in contemporanea l’anziano dall’altro mezzo, all’indirizzo del pirata che aveva cercato di infilarlo con un sorpasso a destra, nonostante la freccia.
Le auto ferme in mezzo alla strada che vomitava traffico e bile, i clacson che inveivano sui due, intenti ad insultarsi pesantemente.
“Adesso mi paghi il danno, sennò ti faccio passare un guaio!”
“Ma sta scherzando? Mi è venuto addosso! Se non sa guidare stia a casa!”
Tra ruggiti e bave, i due stabilirono che bisognava chiamare i vigili. “Prima però dammi i documenti, che poi te ne scappi e mi freghi”.
Si scambiarono le patenti.Continua a leggere…

Maturità

Nonostante l’emozione, Clara era determinata ad affrontare l’esame con coraggio: avrebbe scritto un grande tema.

Per non rischiare, si era preparata senza risparmiarsi. E tuttavia, almeno un piccolo rischio scelse di prenderlo: non consegnò lo smartphone all’ingresso, per poi poggiarlo segretamente davanti a sé, sulla sedia. La suoneria tacitata, voleva restare in contatto col fidanzatino, che le aveva promesso sostegno nel caso di un attacco di panico.
Iniziò la prova. Clara scelse la traccia incentrata sulla frase di un’eroica ragazza pakistana: aveva di recente partecipato ad un evento che affrontava il tema e ne era rimasta colpita. C’era parecchio da scrivere.
A sorpresa, Il telefono reclamò la sua attenzione illuminandosi.

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