Apatico Bar

SguardOpacoAttorno a sé non vedeva facce, solo maschere spente e vuote. Alcuni giorni andava meglio, c’erano gli alti e i bassi, ma in generale sentiva di non sapersi più connettere al resto del genere umano.
Prima del lavoro si fermò a fare colazione al bar. Cappuccio e cornetto, aveva sempre scelto quell’accoppiata e sebbene non ne andasse matto non c’erano nemmeno ragioni evidenti per cambiare, che tanto nessuna delle alternative gli appariva interessante.
Scorse un giornale, si parlava ancora di terrorismo. Lesse distrattamente che anche la sua città era a rischio. Si accese un campanello d’allarme: non per l’informazione, ma per la mancata reazione interiore. La cosa non lo sfiorava, come non lo riguardasse.Continua a leggere…

Amici veri

le mani degli amiciCerti giorni si sentiva un verme, ma era solo per un attimo: il senso di colpa montato su come un boccone mal digerito si dissolveva nella consapevolezza di non aver mai agito in cattiva fede o per egoismo. Pure, il disagio permaneva. Non poteva farci nulla, e forse non era neppure un male, ma a volte i suoi amici gli mancavano come l’aria.Continua a leggere…

Piange il telefono

Quando venne il suo turno, l’anziana si precipitò infuriata allo sportello. “Accidenti a voi e al tempo che mi fate perdere! Sono venuta l’altra settimana, ho fatto tutti i documenti e ora la signorina al telefono dice che manca la carta d’identità! Così si tratta la gente? Non è…”

“Calma signora! Non so di cosa parla!” rispose duro l’impiegato, scosso dall’inattesa aggressività.

Capì con fatica che la donna voleva farsi intestare una scheda telefonica, ma qualcosa era andato storto con la procedura.Continua a leggere…

Maturità

Nonostante l’emozione, Clara era determinata ad affrontare l’esame con coraggio: avrebbe scritto un grande tema.

Per non rischiare, si era preparata senza risparmiarsi. E tuttavia, almeno un piccolo rischio scelse di prenderlo: non consegnò lo smartphone all’ingresso, per poi poggiarlo segretamente davanti a sé, sulla sedia. La suoneria tacitata, voleva restare in contatto col fidanzatino, che le aveva promesso sostegno nel caso di un attacco di panico.
Iniziò la prova. Clara scelse la traccia incentrata sulla frase di un’eroica ragazza pakistana: aveva di recente partecipato ad un evento che affrontava il tema e ne era rimasta colpita. C’era parecchio da scrivere.
A sorpresa, Il telefono reclamò la sua attenzione illuminandosi.

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